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lettera a Mons. Giovan Battista PICHIERRI |
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Venerdì 27 Agosto 2010 15:12 |
S. E. Rev. ma
Mons. Giovan Battista PICHIERRI
Eccellenza Reverendissima,
lo scrivente Sig. PALMIERI Rag. Gennaro, Presidente dell’Associazione U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Onlus Sezione di Trani, Associazione che si occupa, oltre che della Ricerca Scientifica su tutte le Malattie Genetiche, anche sull’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e Culturali e non da meno sull’Integrazione Sociale delle persone diverse nel senso più lato dell’aggettivo, conoscendo la Vostra sensibilità nei riguardi delle persone “diversamente abili”, confermate da diverse iniziative rivolte alle Parrocchie per una migliore integrazione delle suddette persone, colgo l’occasione, per porre alla Vostra attenzione le difficoltà o meglio l’impossibilità materiale che i diversamente abili incontrano a poter partecipare alle Celebrazioni Liturgiche, in diverse Chiese di Trani, ed in particolar modo, nella Cattedrale di Trani, le quali risultano essere totalmente inaccessibile alle persone con difficoltà motorie, specie se costretti a spostarsi in carrozzina.
Il dispiacere di tanti, per la forzata impossibilità a parteciparvi, tuttavia, mi induce a sottoporre alla Vostra considerazione, la richiesta di voler intraprendere le pratiche burocratiche per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche in tutti i Luoghi di Culto per far si’ che le persone disabili motorie possano accedere personalmente in questi siti senza dover mortificarsi ed umiliarsi, a tal punto di nascondersi quanto più possibile per la vergogna causata dalla situazione di diversità per l’essere presi di peso e trasportati da volontari Unitalsiani, come sacchi di patate per poter accedervi. Non considerando l’imprevisto di una caduta accidentale e rovinosa nel corso dell’operazione. Sono sicuro che così facendo si darebbe un alto valore come segnale di condivisione per tante persone e per i loro familiari. La Curia o chi di dovere, dovrebbero provvedere ad intraprendere, possibilmente quanto prima, un iter per la libera accessibilità in tutte le Chiese di Trani delle persone diversamente abili, fermo restante la salvaguardia architettonica e le autorizzazioni della Soprintendenza alle Belle Arti per l’abbattimento delle Barriere Architettoniche, partendo dalla nostra bella Cattedrale completamente interdetta ai disabili. Non è infatti più tollerabile che luoghi tradizionalmente dedicati all'accoglienza verso tutti, in particolare verso chi è più in difficoltà, come le Chiese, non siano accessibili alle persone con disabilità.
Siamo arcistufi di ritrovarci la strada sbarrata da scalini e porte troppo strette anche quando la meta è la casa del Signore, non potendo partecipare alle funzioni religiose.
Prendiamo in considerazione il restyling eseguito alla Chiesa di Santa Chiara; a tutto si è pensato, in fase d’opera, fuorchè ad abbattere le barriere architettoniche esistenti per dare a noi disabili ed anche a persone anziane, la possibilità di poter entrare tranquillamente nella Casa del Signore per raccoglierci in preghiera, esempio eclatante di indifferenza, disinteresse e insensibilità verso questa problematica. Eppure la possibilità di risolvere l’inconveniente esisteva. I Sacerdoti, nelle loro prediche, non fanno altro che evidenziare la scarsa affluenza dei fedeli, ma l’esortazione è rivolta ai fedeli di Serie A (persone normodotate) e non a quelli di Serie B (diversamenti abili) che creano solo problemi. Sagrati sprovvisti di rampe d’accesso per i disabili, montascale inesistenti e neppure un bagno attrezzato per i disabili: recarsi in alcune Chiese, per i portatori di handicap di Trani, è tutt’altro che facile.
I progetti di adeguamento, in diversi casi, ci sono già, ma per realizzarli la Curia ha bisogno di soldi e autorizzazioni. Comprendo benissimo che ci vogliono tanti soldi, trattandosi di edifici con parecchi secoli di storia, però cominciamo pian pianino ad adeguare quelle Chiese che possono rendersi agibili con l’impiego di poche risorse economiche. Altrimenti se così non fosse non si realizza mai nulla di concreto, e così, domenica dopo domenica, partecipare alla Messa e agli altri Riti Religiosi, per i fedeli in carrozzella, resta un’impresa.
Per risolvere questo problema, in alcune Chiese, ci vuole solo un po’ di buona volontà in quanto basta posizionare una semplice pedana (scivolo), amovibile, ed il gioco è fatto. Questo grave inconveniente l’ho vissuto sulla mia pelle in occasione della celebrazione della Novena per la ricorrenza della festività della B.V. del Carmelo, a cui fedelissimo ed anche confratello, non ho potuto parteciparvi perché impedito nell’accesso in Chiesa da due miseri gradini, almeno che non usufruivo del servizio facchinaggio per entrarvi. A questo punto ho creduto opportuno, a mio modesto avviso, dal momento che vengono meno i veri valori umani, spostando l’attenzione maggiormente su quelli materiali, rassegnare le mie dimissioni da confratello.
Questo gesto mi ha permesso, considerando che il Priore non si è preso neanche la briga di contattarmi e chiedermi personalmente, per questione di etica, il perché di questo gesto, di capire che era la mossa che si aspettavano da una persona scomoda quale io possa apparire per la mia diversità.
Avevo consegnato personalmente alla Confraternita un progetto per l’abbattimento di quei due maledetti gradini pregandoli di farsi carico delle spese per l’attuazione, però in fase di Consiglio, veniva bocciato, senza neanche mettere a conoscenza la Sua persona. Non credo che se l’avessero fatto avessero trovato parere sfavorevole a questa degna operazione. Unica possibilità da parte loro era l’onere di farsi carico della spesa per l’istallazione di una pedana amovibile. Sarebbe stata anche un’ ottima soluzione se fosse stata attuata di fatto invece è stata solo un idea buttata lì e a tutt’oggi mai realizzata. Oltre al danno, la beffa di essere preso per i fondelli. Tanto non fa’ scena una pedana, ausilio importante per il miglioramento della qualità della vita dei disabili, a differenza dei fuochi pirotecnici attrattiva predominante.
E’ proprio la mancanza di cultura e sensibilità la prima barriera da abbattere. Sperando che questa mia richiesta, in qualità di Responsabile dell’Associazione, cui mi onoro rappresentare e manifestando il pensiero
dei diversamente abili, possa trovare un riscontro ed impegno, positivo, alla risoluzione di questa incresciosa situazione atavica, con devoto rispetto, l’abbraccio fraternamente.
Il Presidente
(PALMIERI Rag. Gennaro)
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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Agosto 2010 15:17 |
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UILDM "Trani Diversamente in...agibile" |
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Scritto da Administrator
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Martedì 24 Agosto 2010 09:02 |

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UILDM "Trani Diversamente in...agibile" Lettera aperta di Gennaro Palmieri begin_of_the_skype_highlighting end_of_the_skype_highlighting:"Disabili... Noi diversamente abili su carrozzina, stiamo a casa nei giorni festivi" |
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Questo è l’esortazione che rivolgo io PALMIERI Gennaro, Presidente dell’Associazione UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Onlus Sezione di Trani, anch’io disabile, a tutti voi che percorrete, come me, le vie della Città di Trani, pardon Città Turistica mah!!!!, su carrozzina, nei giorni festivi, se non volete crearvi problemi.
Vi consiglio questo perché, non so’ se sia capitato anche a voi di trovare libero uno scivolo per salire un marciapiede nelle serate della Festa Patronale, se i marciapiedi sono praticabili o impediti dai tavolini di alcuni esercizi commerciali che pagano per un tot metri quadri l’occupazione suolo pubblico e non voglio neanche pensare a chi lo occupa abusivamente, occupando invece quasi tutta l’intera aria calpestabile del marciapiede, limitando il passeggio pedonale. Questo lo affermo con cognizione di fatti. Una sera, per caso, passeggiavo, anzi transitavo, per una via cittadina.
Arriva un forestiero e chiede al titolare dell’esercizio commerciale, dove poter parcheggiare. L’esercente, con fare spavaldo e strafottente, diceva queste testuali parole:” non preoccuparti, parcheggia pure sul marciapiede, (ostacolando completamente il passaggio pedonale) tanto a Trani è tutto concesso, non siamo mica ad Andria o Bisceglie!!!….” Da cittadino tranese, stetti veramente male nell’udire quella frase pronunciata da un esercente forestiero, che attinge le proprie risorse economiche dalla nostra città, parlare di questo capoluogo in questi miseri termini.
I vigili? Neanche a parlarne per il centro cittadino. Tutti dislocati sulle processioni, giustissimo, zona porto, P.zza Quercia, centro storico; viabilità cosa che almeno quest’anno hanno saputo espletare con maestria e diligenza, grazie alle promozioni di alcuni vigili che con la nuova carica e, investiti di responsabilità in prima persona, sul proprio operato, hanno saputo dare alla città quella serenità per trascorrere le feste patronali tranquillamente, non dimenticando gli attori principali, e mi riferisco alle unità assunte a tempo determinato che, almeno per il momento, si impegnano assiduamente a compiere il proprio dovere. Le vecchie forze dov’erano? Più precisamente i neo marescialli dove sono?
Gli unici però a non essere tranquilli siamo noi diversamente abili in quanto dovevamo, per forza, transitare sulle corsie stradali, confidando nelle buone qualità degli autisti, sperando di non essere investiti da qualche automobilista meno attento e distratto.
Non mi riferisco al centro città, tutto interdetto, alle auto, bensì alle vie viciniori il centro città. Questo perché quasi tutti gli scivoli, degradati, erano occupati da auto d’incivili. Il denaro per la ristrutturazione degli scivoli esistenti manca, però per mettere a nuovo la zona boschetto della villa comunale si trova, non so’ come e neanche mi è dovuto saperlo, però si trova.
Ovviamente la cassa di risonanza che può esercitare l’operazione di riqualificazione della Villa Comunale, opera lodevolissima considerando l’impegno del neo responsabile ai giardini Sig. Merra Giuseppe e i suoi collaboratori, è sicuramente superiore alla ristrutturazione degli scivoli cittadini.
Tanto anche se dovessimo cadere e romperci più di come stiamo, a chi potrebbe interessare? La ciliegina sulla torta, il paradosso riguardante due scivoli ubicati uno all’inizio di P.zza Chiarello, angolo Azienda Amet e l’altro in Via Giustina Rocca, prima del civico N.ro 01. Guarda caso inspiegabilmente liberi.
D’istinto pensai, fiducioso, finalmente l’anno capita, però poi un flash: possibile? ci sarà sicuramente la fregatura e neppure a farlo di proposito, arrivo dinanzi all’Azienda AMET ed ecco la fregatura. Il passaggio era ostruito al transito pedonale dai mezzi di locomozione ( furgoni, tende, ecc.ecc.) dei venditori ambulanti che, nell’occasione della festa patronale, avevano aperto le propri bancarelle espositive.
Sarebbe stato troppo bello per esser vero. I vigili? La pattuglia di servizio? Il piantone in Ufficio? Neanche a parlarne, per altri interventi che esulano da quelli descritti in precedenza. Un Ufficio di Polizia Municipale che si può chiudere alle ore 20,30 circa per impegnare il piantone di turno per una manifestazione canora ma neanche a pensare che ciò potesse verificarsi se si debba utilizzare l’unità piantone, per far rispettare la libertà e il diritto di una persona diversamente abile che ne avesse bisogno.
Mi vengono spontanea due domanda:”a cosa serve utilizzare i vigili urbani sino alle ore 24,00, quando l’utente non ha il punto di riferimento da contattare, e mi riferisco alla sala operativa del Comando di Polizia Municipale, dal momento che, ora per un motivo ora per un altro, chiude prima che gli agenti terminano il loro turno di servizio? Come può un cittadino, nel momento in cui ha bisogno, far intervenire il vigile se manca chi fa da intermediario, e mi riferisco nuovamente alla sala operativa?”
Non posso sempre disturbare l’amico Assessore al ramo per risolvere il problema, considerando la sua piena disponibilità. E se questo bisogno dovesse riguardare una persona diversamente abile che non ha la fortuna di essere amico all’Assessore di turno, spiegatemi come deve risolvere la sua esigenza?
Dimenticavo l’evento più importante “Il matrimonio di Re Manfredi”. Bella manifestazione con tanti curiosi attratti da quel suono di tamburi e da tanti cittadini che si chiedevano:” quando divorzieranno queste due persone in modo che quelle risorse economiche impiegate, soldi pubblici, per quel evento ripetitivo, possano essere utilizzate per cose molto più importanti e costruttive?” Tanto a Trani, a dire del nostro caro Sindaco, e io lo ritengo tale, personalmente, non servono le attrattive perché il turismo incrementi, in quanto abbiamo raggiunto un livello di presenze turistiche abbastanza considerevoli, dimenticando, come sempre, che i diversamente abili non sono considerati come dovrebbero essere ed integrati nella società.
Noi dovremmo arrangiarci come sempre. Penso che non sia giusto. Ditemi a cosa è servita quella bella manifestazione, di sensibilizzazione, della passeggiata in carrozzina, da parte di persone diversamente abili e la partecipazione, ammirevole, se fosse servita a qualcosa, di due Amministratori Comunali e due a livello Provinciale, in quanto tutti gli altri, non avvisati dell’evento dall’Ufficio competente, e per tanto giustificati, in carrozzina che affrontavano, solo per un’ora, insieme a noi disabili, i problemi che affliggono nella quotidianità le persone che vivono questa situazione attimo dopo attimo della propria esistenza? Sentii, al momento del nostro passaggio, un commento di un cittadino, il quale impropriava dandoci degli ipocriti. Al momento mi risentii e reagii, ma in questo momento resto un attimo a riflettere e mi chiedo:”non è che quella persona abbia ragione?….” dal momento che i risultati sono questi?
Non potete immaginare come ci si resta male quando, telefonando ad un assessore, per prospettargli qualche problema cittadino, a ragion veduta, che possa danneggiare una persona diversamente abile, e da parte di quest’ultimo, avendo il mio numero telefonico memorizzato, e non valutando che potessi essere presente nei dintorni, atteggiarsi ad una smorfia di scocciatura, per mantenerci educati, e poi rispondere con voce compiaciuta ed allegra.
Noi persone diversamente abili motoriamente siamo colpiti e privati delle nostre gambe ma ringraziando sempre il buon Dio eccediamo con altri doni sensoriali e non siamo certo degli stupidi da poter essere trattati in questa maniera. Mi è dispiaciuto moltissimo quest’atteggiamento in quanto l’Assessore di turno l’ho sempre messo al primo posto in tutti i miei contesti ed a parte questo, lo ritenevo, ed ancora oggi lo ritengo, un carissimo amico, sperando che non me ne voglia per questo scritto.
Però non posso farci nulla, il mio carattere è questo e quando devo dire un qualcosa la devo dire senza pensare che questa fredda sincerità possa crearmi delle inimicizie. Non ho mai trattato qualcuno in previsioni di un mio feedback, pertanto spero che sia così intelligente, come da me ritenuto, e continui a trattarmi come è suo solito fare.
Non pensavo neanche che Via San Giorgio, fosse interdetta al traffico, decisione condivisa anche dalla mia modesta persona, per dare la possibilità al proprietario della pizzeria sita di fronte alla casa di riposo Bassi, di poter dislocare tavolini sul marciapiede ed ombrelloni sulla stessa via, ed il colmo dei colmi, usare le transenne di proprietà comunale per recintare e delimitare, l’occupazione di suolo pubblico, con l’ausilio di corde, e rendere il passaggio su quel marciapiede completamente impossibile. Siamo giunti proprio alla frutta. Mi sono preso la briga di avvisare tempo addietro, personalmente, il titolare del locale, visto che gli organi preposti al controllo, non controllano, di voler rientrare nei limiti che permettesse il transito delle sedie a rotelle.
Di fronte all’orecchio da mercante dell’esercente, ho ritenuto giusto e doveroso, per difendere un mio diritto e quello di tanti altri che versano nella mia stessa condizione di diversamente abile, di denunciare questo stato di fatto affinchè vengano presi provvedimenti atti a risolvere definitivamente queste violazioni arbitrarie che si arrogano impunemente.
Spero che questo mio scritto sia considerato solo polemica costruttiva perché credetemi, arrivare a tanto, vuol dire essere saturi di mortificazioni e diritti negati che vanno a ledere profondamente l’io della persona diversamente abile, il quale si sente, ancor oggi, persona bistrattata e priva di ogni considerazione umana. Non me ne vogliate ma è l’esasperazione che mi ha spinto a tanto.
Gennaro Palmieri begin_of_the_skype_highlighting end_of_the_skype_highlighting Presidente dell’Associazione UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Onlus Sezione di Trani.
Come molti ricorderanno, mesi addietro infonews dette ampio risalto alla notizia degli scivoli sempre occupati a seguito della manifestazione "tutti in carrozzella" inscenata da don Mimmo De Toma e dal consigliere comunale e presidente del consiglio BAT, Gigi Riserbato.

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fonte infonews.it
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 11:17 |
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La Cattedrale di Trani Off-Limits alle persone diversamente abili |
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Scritto da Administrator
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Martedì 24 Agosto 2010 11:15 |

La Cattedrale di Trani Off-Limits alle persone diversamente abili
Apprendendo dall’articolo pubblicato Mercoledì 18 Agosto 2010, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, riportante la manifestazione canora di Elton John, che si terrà presso il piazzale del Monastero di Colonna in data 22 Settembre c.a. nella città di Trani, io Gennaro Palmieri, Presidente dell’Associazione U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Onlus Sezione di Trani, che si occupa, oltre che della Ricerca Scientifica su tutte le Malattie Genetiche, anche sull’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e Culturali e non da meno sull’Integrazione Sociale delle persone diverse nel senso più lato dell’aggettivo, non posso restare silente dinanzi ad un articolo così lesivo nei confronti di una persona diversa, anche se non diversamente abile.
Resto veramente stupito ed esterefatto notare il polverone e tanto parlare che si è fatto del noto cantante Elton John, persona omosessuale (Gay), notando che per alcuni rappresentanti della Chiesa, non è giusto far fare una esibizione canora sul piazzale antistante un Luogo di Culto in quanto grande offesa alla Stessa secondo il dire del benemerito Mons. Giacomo Babini di Grosseto che invece di benedire e comprendere le persone diverse le maledice come si apprende dal citato articolo giornalistico.
A seguito di quanto letto mi chiedo:”Perché Mons. Babini non si è preoccupato di inoltrare degli inviti a tutti i Reverendissimi Monsignori delle varie Diocesi dove gli esorta ad intraprendere le pratiche burocratiche per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche in tutti i Luoghi di Culto per far si’ che le persone disabili motorie possano accedere personalmente in questi siti senza dover mortificarsi ed umiliarsi, a tal punto di nascondersi quanto più possibile per la vergogna causata dalla situazione di diversità per l’essere presi di peso e trasportati da volontari, come sacchi di patate per poter accedervi? Non considerando l’imprevisto di una caduta accidentale e rovinosa nel corso dell’operazione.
Di questo non ci si preoccupa perché non fa’ notizia. Chi siamo, noi poveri disgraziati, per poter essere oggetto di tanta attenzione?
Queste non sono offese alla Chiesa? Si spara a zero su Elton John con dei giudizi gratuiti e pretestuosi, senza considerare l’Amore, il Perdono, la Coerenza, la Misericordia, la Condivisione, l’UGUAGLIANZA, aggettivi su cui riflettere. Non voglio entrare nel merito di questo suo modo di giudicare però, a questo punto, mi vengono spontanee alcune domande:”Secondo alcuni della Chiesa è un’offesa che una Rock-Star gay non possa manifestare solo ed esclusivamente le sue doti
professionali e canori, in questo contesto, in un sito così suggestivo qual è il piazzale antistante la famosa ed invidiata Cattedrale di Trani solo perché è diverso nella sua natura umana? Quale diritto ha di ergersi a giudice dinanzi ad una situazione come questa emarginando esseri umani che sono colpevoli solo di essere dei diversi?
Bene ha fatto Sua Eccellenza Mons. Pichierri, vescovo della nostra Diocesi, con molta diplomazia, a dichiarare:”La concessione del suolo pubblico è affare delle Istituzioni Pubbliche. Un conto sono i comportamenti individuali, un altro le manifestazioni canore. Né, d’altra parte, l’opinione espressa sul sito Internet rappresenta quella della Santa Sede o della Chiesa”.
Non pensiate che abbia espresso questo mio pensiero, attraverso gli organi preposti, per ambire ad un biglietto ingresso omaggio per il concerto. Scherzavo. Mi farebbe piacere, ovviamente, avere la possibilità di poter stringere la mano ad un grande ed affermato professionista quale Elton John a prescindere dal suo modo individuale di rapportarsi con la comunità. Rispetto ed ammiro solo la Sua professionalità canora.
Nota positiva da me ravveduta, quale rappresentante d’Associazione per la disabilità, in tutta questa vicenda è quella d’avermi dato l’input, per intraprendere un cammino abbastanza ostico e difficoltoso, decisione rimandata da illo tempore, affinchè la Curia o chi di dovere, provvedano ad intraprendere, a brevissimo termine, un iter per la libera accessibilità in tutte le Chiese di Trani delle persone diversamente abili, fermo restante la salvaguardia architettonica e le autorizzazioni della Soprintendenza alle Belle Arti con l’abbattimento delle Barriere Architettoniche partendo dalla nostra bella Cattedrale completamente interdetta ai disabili. Quale reato abbiamo commesso
per non ammirare l’interno di questa maestosa opera? Sagrati sprovvisti di rampe d’accesso per i disabili, montascale inesistenti e neppure un bagno attrezzato per i disabili: recarsi in alcune Chiese, per i portatori di handicap di Trani, è tutt’altro che facile.
I progetti di adeguamento, in diversi casi, ci sono già, ma per realizzarli la Curia ha bisogno di soldi e autorizzazioni. Tanti, trattandosi di edifici con parecchi secoli di storia. E così, domenica dopo domenica, partecipare alla Messa e agli altri Riti Religiosi, per i fedeli in carrozzella, resta un’impresa.
Non è infatti più tollerabile che luoghi tradizionalmente dedicati all'accoglienza verso tutti, in particolare verso chi è più in difficoltà, come le Chiese, non siano accessibili alle persone con disabilità. Siamo arcistufi di ritrovarci la strada sbarrata da scalini e porte troppo strette anche
quando la meta è la casa del Signore, non potendo partecipare alle funzioni religiose.
Prendiamo in considerazione il restyling eseguito alla Chiesa di Santa Chiara; a tutto si è pensato, in fase d’opera, fuorchè ad abbattere le barriere architettoniche esistenti per dare a noi disabili ed anche a persone anziane, la possibilità di poter entrare tranquillamente nella Casa del Signore per raccoglierci in preghiera, esempio eclatante di indifferenza, disinteresse e insensibilità verso questa problematica.
Eppure la possibilità di risolvere l’inconveniente esisteva. Chi si è preoccupato? La Curia? Manco a pensarlo; il Direttore dei Lavori?, idem con patate; il Parroco? altra figura assente. Poi ci soffermiamo, e fa’ notizia a livello nazionale, per la diversità di Elton John. E queste vergogne dove vogliamo collocarle?
I Sacerdoti, nelle loro prediche, non fanno altro che evidenziare la scarsa affluenza dei fedeli, ma l’esortazione è rivolta ai fedeli di Serie A (persone normodotate) e non a quelli di Serie B (diversamenti abili) che creano solo problemi. E’ pur vero, e me ne duole, notare l’indifferenza totale da parte di noi stessi diversamente abili, che non siamo uniti per affrontare questi problemi, tanto vi è l’Associazione X o Y che porta avanti questi progetti. Ovviamente se siamo i primi a
dimostrare indifferenza, come possiamo pretendere che possano pensare gli altri a risolvere le nostre problematiche? A loro basta attenersi alla Legge, in fase d’opera, per non incorrere in spiacevoli provvedimenti, ed è tutto apposto. Eppure per risolvere questo problema, in alcune Chiese, ci vuole solo un po’ di buona volontà in quanto basta posizionare una semplice pedana, amovibile, ed il gioco è fatto.
E’ proprio la mancanza di cultura e sensibilità la prima barriera da abbattere. Colgo l’occasione per intraprendere da oggi il cammino di questo grande progetto sperando che Sua Eccellenza, Mons. Pichierri, possa leggere questo mio scritto e cominciare a pensare, positivamente, schierarsi dalla nostra parte, alla risoluzione di questa incresciosa situazione atavica.
Il tutto sarà formalizzato, attraverso l’Associazione U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Onlus, Sezione di Trani, quale mi onoro rappresentare, con atti d’ufficio.
Gennaro Rag. Palmieri
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 11:17 |
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TRANI "DIVERSAMENTE AGIBILE" |
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Scritto da Web Master
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Mercoledì 14 Luglio 2010 17:25 |

dott. Francesco Stanislao Bove
Consigliere Nazionale U.I.L.D.M.
Sezione di Trani
TRANI "DIVERSAMENTE AGIBILE"
- Progetti Condivisibili e Sostenibili
1. Il progetto “Formazione UILDM 2010”: La Formazione all’interno di una associazione di volontariato
2. Realizzazione sito web “Punto Giovani UILDM”
3. Il Servizio Civile Nazionale (Corso OLP)
4. L’Assistenza Domiciliare Integrata (progetto in rete: MMG, U.O. complesse dedicate, ADI)
5. Sport e Turismo diversamente agibile: non si vive di sola assistenza
(turismo accessibile, sport, tempo libero ecc… ovvero Storie di straordinaria normalità)
6. La ricerca ed i finanziamenti
7. Il Centro NEMO (Centro Clinico di diagnosi e cura, NeuroMuscolar Omnicentre)
- Informazione e Cultura
1. Le modifiche alla Legge 104 riguardo i congedi lavorativi e le nuove procedure INPS per il riconoscimento dell’invalidità civile
2. Presentazione del Libro: “Salve sono Puccio!” (La storia di Luigi Maccione)
- Gruppo donne UILDM
1. Essere una giovane donna all’interno della UILDM
2. Essere madre di chi è malato
- IL NEMO a Trani vuol dire...PREVENZIONE, DIAGNOSI e CURA della " PERSONA" affetta da patologia neuromuscolare!
La Creazione del Centro Clinico "NEMO", dedicato alle patologie neuromuscolari,
secondo IL PIANO STRATEGICO DELLA RICERCA TELETHON 2006 -2010, significa:
1. Perseguire l’ ECCELLENZA nella ricerca
2. Avanzare verso le TERAPIE e renderle disponibili ai pazienti
3. Accrescere la FLESSIBILITA’ dei finanziamenti
4. Creare ALLEANZE
Inoltre vuol dire:
- Sviluppare misure di Qualità della Vita.
La “misura” della qualità della vita è uno strumento per i clinici per valutare l’efficacia di approcci terapeutici, ma anche per chi si confronta con la stessa persona affetta da patologia neuromuscolare (o i suoi familiari/genitori) per far esprimere direttamente cosa sia importante e cosa contribuisca realmente a “far sentire meglio”, oppure per le Associazioni, per raccogliere il bisogno e farsene portavoce.
- Tutto questo “anche” grazie all’importante contributo di Telethon:
esso supporta l’attività del Centro NEMO attraverso il coordinamento dell’attività di un Consiglio Scientifico di respiro internazionale (Advisor Board) nella implementazione delle attività del Centro.
Trani, 12/06/2010 Il Consigliere Nazionale
Francesco Stanislao Bove
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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Luglio 2010 10:02 |
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